#15M – Nuit Debout

deboutDalle piazze francesi in rivolta, un forte vento sta soffiando verso tutti i paesi europei. Un vento democratico che rifiuta il lavoro malpagato e “flessibile”, la disoccupazione, le politiche di austerità, i continui tagli a welfare e servizi, ma soprattutto che sta ridando coraggio ai tanti e tante che non possono o non vogliono più abbassare la testa, che non si rassegnano.

Anche a Padova pensiamo sia il momento di prendere parola, di alzare la testa insieme ad altre centinaia di città che in tutto il mondo si stanno organizzando per fare del 15 Maggio un giorno diverso dagli altri, in cui il sogno di costruire un futuro diverso sia possibile.

Ritrovarsi, domenica 15 maggio alle ore 17, sul Liston, nel cuore della città, significa rifiutare le politiche di Austerity europee, il Jobs Act e l’arroganza del governo Renzi. Ritrovarsi poi davanti ai cancelli della Prandina, significa rifiutare la guerra, i confini e il razzismo. Significa anche comunicare al sindaco Bitonci che un’altra Padova, antirazzista e democratica, si sta organizzando per costruire un futuro lontano da lui e dalle sue politiche violente e xenofobe.

Contro la precarietà e l’austerity, contro guerra, confini e razzismo, scendiamo in piazza per i diritti di tutti e tutte.

#15M #GlobalDebout

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#GlobalDebout 7-8 maggio, #Parigi – Fotoracconto delle due giornate

20160505_212742Dal 68 al 69 marzo (fuori dalla Francia li potremmo chiamare 7 e 8 maggio) abbiamo partecipato insieme a numerose realtà italiane e a centinaia di altre persone dalla Francia ma non solo, alla due giorni internazionale chiamata a Place de la Republique dalla mobilitazione che si fa chiamare NuitDebout. Luogo simbolo delle prime proteste contro la Loi Travail francese, la composizione della piazza con il tempo è diventata sempre più complessa e sfaccettata, caratterizzata dal continuo vociare, cantare e urlare delle centinaia di persone che ogni giorno continuano a ritrovarsi e a opporsi alle politiche del governo Valls-Hollande, costruendo insieme la loro proposta.

In questo contesto si è svolto il GlobalDebout, un meeting internazionale di due giorni che provi a far comunicare quanto sta accadendo in Francia con il resto dell’Europa, attraversata ogni giorno da conflitti sempre più violenti e da un silenzio sempre più assordante.
(In fondo all’articolo, una serie di link utili per capire quanto sta succedendo in questi mesi a Parigi e dintorni)

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Nascono le CLAP – Padova! Camere del Lavoro Autonomo e Precario | Primi appuntamenti 18 e 25 febbraio

clap logoNel corso degli ultimi anni il concetto di precarietà – e il ruolo che esso assume all’interno delle nostre vite – è radicalmente mutato. Per anni quel termine identificava una specifica condizione lavorativa e di vita, propria delle giovani generazioni che al termine del loro ciclo formativo si affacciavano al mondo del lavoro. Una condizione caratterizzata da minori diritti e garanzie, ma accompagnata dalla prospettiva di veder regolarizzata la posizione lavorativa, dopo un periodo di tempo più o meno lungo. La precarietà conservava dunque dei limiti, spaziali e temporali, che permettevano di distinguere tra lavoro stabile e precario, tra precari e garantiti, tra occupazione e disoccupazione. Continue reading

Alcune riflessioni sull’esperienza della #OpenBordersCaravan

profughi_sirianiSabato 26 settembre, insieme a tante e tanti provenienti non solo dall’Italia, ma anche dalla Svizzera, Germania, Slovenia e Croazia, abbiamo partecipato alla #OpenBordersCaravan, una carovana europea in sostegno ai migranti che si stanno muovendo lungo la rotta dei Balcani per raggiungere l’Europa, e rivendicare libertà di movimento e apertura di tutte le frontiere.

La carovana ha avuto il suo principale momento organizzativo Sabato mattina, quando circa 200 persone si sono riunite in assemblea al centro sociale Rog di Lubiana, e hanno deciso di partire alla volta di Botovo, un paese al confine tra Croazia e Ungheria. A Botovo, ogni giorno migliaia di migranti provenienti principalmente dalla Siria -dopo aver percorso parte dei Balcani in treno- vengono fatti scendere e costretti a percorrere alcuni chilometri a piedi in mezzo ai boschi fino a Gola, dove si trova un varco fra le recinzioni erette dal governo xenofobo di Orban. Continue reading

Cinque anni e quattro mesi per un pugno di Euro!?

scioperosocialeIeri nel tardo pomeriggio si è concluso il processo in primo grado scaturito dai tafferugli di piazza del 14 novembre 2014, il giorno dello “Sciopero Sociale” indetto contro lo scempio del Job’s Act che ha di fatto cancellato i diritti dei lavoratori e non ha assolutamente provveduto a risolvere il problema della disoccupazione.
A tempo di record, attivisti di C.S.O. Pedro e BiosLab subiscono quattro condanne a complessivi cinque anni e quattro mesi.
Una sentenza inaccettabile, frettolosa, vessatoria e – come al solito- sproporzionata, che ha il sapore dell’intimidazione di inizio stagione politica. Ma ripercorriamo la vicenda dall’inizio.
14 novembre 2014, “Sciopero Sociale”. Precari e studenti in sciopero auto-organizzato attraversano la città reclamando welfare e reddito, ma soprattutto denunciando la presa in giro degli 80€ di Renzi, elargiti per ottenere consenso tra i dipendenti pubblici, quando un’intera generazione vive di lavoro autonomo, occasionale pagato coi voucher, contratti di stage, tirocini o assegni di ricerca che di certo non potevano godere della “magnanimità” del governo. Per rappresentare simbolicamente questa ennesima presa in giro e contraddizione, i manifestanti, armati di fac-simile di soldi di carta, volevano lasciarli sull’entrata della sede del Partito Democratico di via Beato Pellegrino. Ma il PD non si contesta, recapitare un volantino-banconota diventa un assalto alla sede, quando il corteo decide in autonomia di svoltare in via Beato Pellegrino la strada è sbarrata. Continue reading